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rassegnata stampa
Palazzo Ducale.
La riforma Calderoli dovrebbe entrare in vigore l'anno prossimo, dopo le amministrative. Le circoscrizioni resisteranno. Settanta consiglieri verso il voto
Corsa contro il tempo per la rivoluzione: 18 eletti nei tre parlamentini in città, 14 in agro. Fino a adesso sono 100, con le elezioni amministrative di maggio saranno 68 i nuovi consiglieri delle quattro circoscrizioni.
Invece dei sei parlamentini attuali, le quattro saranno così divise: le tre cittadine ospiteranno ciascuna 18 consiglieri, quella in agro al momento ne prevede 14. La pratica è arrivata ieri in commissione Affari generali a Palazzo Ducale.
Per il consigliere Manfredi Cao la differenza di numeri tra città e agro è lecita, 14 sono sufficienti per un territorio di 3mila residenti. Per Paolo Scanu (Pd), ex assessore ai Servizi civici, ora presidente della commissione, il problema è un altro: «Pochi residenti diffusi in un territorio sterminato hanno necessità di più rappresentanti». Ora però la priorità è anche un'altra: visto che la bozza Calderoli sui tagli slitta al 2011, secondo la finanziaria Prodi 2008 occorre far passare le circoscrizioni da 6 a 4 entro marzo.
Poi l'amministrazione comunale, in vista del voto, non potrà più occuparsi di modifiche simili e dovrà limitarsi a gestire l'ordinario. I tempi quindi sono stretti, con una media di una seduta di consiglio comunale al mese, restano al massimo cinque occasioni per portare la pratica in aula e votarla.
Prima però bisogna raggiungere un accordo in commissione sulle modifiche da apportare.
Sulla morte delle circoscrizioni aveva già gioito poco tempo fa l'associazione Libertaria Sassari Viva, vicina ai Radicali. A dicembre il presidente Giampiero Muroni aveva consegnato mille firme per l'abolizione dei sotto-municipi: «I cento consiglieri circoscrizionali in carica non hanno un ruolo che giustifichi il loro costo di 500mila euro l'anno - aveva spiegato al primo cittadino - non hanno avuto peso nelle decisioni che riguardavano i propri quartieri e non sono stati in grado di consentire una reale partecipazione popolare alle scelte della città».
L'associazione aveva criticato anche il progetto di riforma della commissione presieduta da Scanu. «Il progetto approvato dal Comune - aveva sottolineato Muroni - consentirebbe una riduzione dei costi ma non risolverebbe alcun problema: i consigli circoscrizionali continuerebbero ad essere inutili e rischierebbero anzi di diventare dannosi, visti i criteri con i quali il territorio è stato diviso». La nuova delimitazione prevede di accorpare i territori della quinta e sesta circoscrizione, di crearne un'altra che comprenda Li Punti, La Landrigga, Bancali, Sant'Orsola. Infine due per il centro: una che comprenda Latte Dolce, Santa Maria di Pisa e il Monte Rosello, l'altra dal centro storico fino al centro ottocentesco, Carbonazzi e Luna e Sole.