Libertaria - Sassari Viva


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comunicato 19/10/2010

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LibertAria Sassari Viva
associazione politica e culturale


COMUNICATO STAMPA


La denuncia presentata nei giorni scorsi da alcuni importanti esponenti del PD alla Procura della Repubblica circa la situazione di illegalità in cui versa il penitenziario di San Sebastiano ha di certo il merito di riportare nell'agenda politica locale la questione dei diritti dei reclusi nel carcere di Sassari.
Il sovraffollamento della struttura, le condizione di igiene e di dignità in cui vivono i detenuti, i loro sacrosanti diritti a scontare la propria pena secondo i canoni stabiliti dalla Costituzione, sono argomenti sui quali la politica non può agire - come tanto spesso è stato fatto - nascondendo sotto il tappeto della disattenzione la polvere dei problemi più spinosi e meno utili elettoralmente. La politica ha il dovere di porre in testa al proprio ordine del giorno quelle questioni che riguardano i temi fondamentali della vita comune: la dignità delle condizioni di vita di tutti i cittadini in primo luogo.
Proprio per questo motivo la scelta di adottare lo strumento della denuncia penale al fine di spingere la Magistratura ad accertare la situazione all'interno del nostro carcere ci lascia perplessi, perché pare deleghi all'esterno una soluzione che evidentemente la politica e le istituzioni non sono in grado di risolvere.
Crediamo che chi fa politica debba innanzi tutto preoccuparsi delle conseguenze delle proprie azioni e quindi non possiamo ignorare che l'eventuale effetto immediato dell'esposto presentato potrebbe essere la chiusura di San Sebastiano e il trasferimento dei detenuti in altre carceri nella quali difficilmente potrebbero trovare condizioni di vita migliori, ma nelle quali di certo soffrirebbero i disagi dell'allontanamento dalle proprie famiglie.
In attesa della costruzione del nuovo carcere di Bancali, crediamo che debba essere la Politica e non la Magistratura ad affrontare il problema e prospettare soluzioni per l'immediato. Sia a livello nazionale, costruendo le condizioni perché si possano scontare le pene relative ai reati a scarsa pericolosità sociale fuori dalle carceri, alleviando così l'insostenibile pressione del sovraffollamento carcerario, sia a livello locale, costruendo quella rete di sostegno e di opportunità che consenta di affidare ai servizi sociali il numero più alto possibile di detenuti.
Altre soluzioni purtroppo, anche quella suggestiva di riaprire le strutture penitenziarie dell'Asinara, appaiono inappropriate: anni fa sarebbe stato possibile sperimentare l'utilizzo del parco per un percorso di reinserimento dei detenuti, ma quella strada non è stata seguita e oggi risulta impercorribile.
Infine, appare evidente che la scelta adottata dallo scorso Consiglio comunale di istituire una figura come quella del Garante dei diritti dei detenuti debba dare luogo alle conseguenze obbligate per le forze politiche locali: il ruolo svolto dalla prima Garante nominata tre anni fa, il cui mandato è scaduto con la fine della scorsa legislatura, dovrà infine pur trovare un momento di riflessione da parte del Consiglio, visto che l'obbligo di chiederle conto del suo operato è stato finora completamente ignorato.
Crediamo quindi necessario e urgente, anche alla luce della denuncia presentata dai parlamentari del PD, che il Presidente del Consiglio comunale, Luciano Chessa, convochi al più presto l'attuale Garante, suor Maddalena Fois, per rendere possibile a tutti i consiglieri - e alla cittadinanza - conoscere i risultati della sua attività e consentire anche di poter procedere nel più breve tempo possibile al rinnovo della carica.
Mantenere in una condizione di prorogatio, debole e irresponsabile, un'istituzione fragile e delicatissima come quella del Garante dei diritti dei detenuti sarebbe una colpa grave che speriamo questo nuovo Consiglio non voglia commettere.


Sassari, 19/10/2010


Il Presidente
Giampiero Muroni



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